…una delle citazioni dallo scorso weekend, segno di come una moderata pendenza possa causare effetti nefasti sulla psiche, soprattutto se chi sale ha il mio allenamento. Non c’è nemmeno da dare la colpa alla scarsità di ossigeno, essendo la quota qualche metro sopra i mille.
Ma procediamo con ordine: qualche giorno fa, in occasione di una risottata (sì, quella descritta qui), si è discusso tra un boccone e l’altro dell’uscita sul Falterona e per placare quel sottile senso di colpa causato dall’effetto “troppo pieno” (maledetto riso) è nata l’idea di fare un altro giretto appenninico: “dove capita capita basta che ci sia da camminare“. Pioppo ha anche promesso che si sarebbe preso gli scarponi: sentendoci parlare di neve si è un attimo preoccupato..
Commosso da tanto entusiasmo mi sono messo a cercare un percorso che avesse le seguenti caratteristiche:
- raggiungibile da Ferrara in tempo ragionevole
- fattibile senza attrezzarsi come Messner
- fattibile senza avere le gambe di Messner
- prendesse tutta la giornata o buona parte di essa
- essere in possesso della cartina
- magari fosse anche divertente
Sono più che sicuro che ci siano decine e decine di posti con le caratteristiche indicate, ma ho comunque litigato un po’ con cartine, internet e libriccini di escursioni per arrivare ad una soluzione ragionevole.
Alla fine la scelta è caduta su un giro al lago Scaffaiolo, partendo da capanna Tassoni. Niente di impegnativo, direi anche meno del Falterona, ma sicuramente meritevole. Consigliato a tutti: dislivello accettabile e ben distribuito, fattibile anche dagli appartenenti al club della ciabatta pigra. I sentieri sono segnati ma a dire il vero a volte si rischia di cadere in errore, un po’ di vernice bianca e rossa in più potevano anche sprecarla. Niente di drammatico dato che l’orografia aiuta sempre (“boia deh, il sentiero non lo trovo, ma se è in cresta basta salire, no??”), alla fine è pure più divertente. Come è stato divertente veder spuntare uno che faceva jogging alla croce arcana…proprio quando ci eravamo seduti attaccando i panini, stanchi ma orgogliosi degli immani sforzi fatti fino a quel punto…seeesshhh. La salita opzionale allo Spigolino (1825 slm) vale la fatica, anche perchè onestamente non è mostruosa ed il panorama ricompensa abbondantemente. Mi sono preoccupato un filino solo quando ho visto arrivare uno dal versante opposto con ghette, piccozza e ramponi.. poco rassicurante: la neve è fredda ed umida, a stomaco pieno fa male. Fortunatamente ne abbiamo trovata poca così il rifugio Duca degli Abruzzi ci è servito per rimpinzarci con la crostata e non per far asciugare il fondoschiena. Il lago è veramente piccolino, sarà due o trecento metri di lunghezza, pure invitante per un bagnetto se non fosse stato circondato dalla neve
.
Il ritorno è decisamente agevole ed aulico, immerso nel sottobosco; l’unico problema è che con i sentieri si tira un po’ ad indovinare. Ce ne sono però talmente tanti che uno prima o poi lo si incrocia, poi basta andare in basso e da qualche parte si arriva.
Ecco l’immancabile raccolta di foto
e come al solito metto il gpx per chiunque trovi utile mettere il percorso sul gps. Questa volta non ho nascosto caches, dato che avevo finito la scorta di scatoline, ma prima o poi ci torno..