Entries from May 2008 ↓

Senza tema di smentita, affermo che questa è una salita

…una delle citazioni dallo scorso weekend, segno di come una moderata pendenza possa causare effetti nefasti sulla psiche, soprattutto se chi sale ha il mio allenamento. Non c’è nemmeno da dare la colpa alla scarsità di ossigeno, essendo la quota qualche metro sopra i mille.

Ma procediamo con ordine: qualche giorno fa, in occasione di una risottata (sì, quella descritta qui), si è discusso tra un boccone e l’altro dell’uscita sul Falterona e per placare quel sottile senso di colpa causato dall’effetto “troppo pieno” (maledetto riso) è nata l’idea di fare un altro giretto appenninico: “dove capita capita basta che ci sia da camminare“. Pioppo ha anche promesso che si sarebbe preso gli scarponi: sentendoci parlare di neve si è un attimo preoccupato..

Commosso da tanto entusiasmo mi sono messo a cercare un percorso che avesse le seguenti caratteristiche:

  • raggiungibile da Ferrara in tempo ragionevole
  • fattibile senza attrezzarsi come Messner
  • fattibile senza avere le gambe di Messner
  • prendesse tutta la giornata o buona parte di essa
  • essere in possesso della cartina
  • magari fosse anche divertente

Sono più che sicuro che ci siano decine e decine di posti con le caratteristiche indicate, ma ho comunque litigato un po’ con cartine, internet e libriccini di escursioni per arrivare ad una soluzione ragionevole.

Alla fine la scelta è caduta su un giro al lago Scaffaiolo, partendo da capanna Tassoni. Niente di impegnativo, direi anche meno del Falterona, ma sicuramente meritevole. Consigliato a tutti: dislivello accettabile e ben distribuito, fattibile anche dagli appartenenti al club della ciabatta pigra. I sentieri sono segnati ma a dire il vero a volte si rischia di cadere in errore, un po’ di vernice bianca e rossa in più potevano anche sprecarla. Niente di drammatico dato che l’orografia aiuta sempre (“boia deh, il sentiero non lo trovo, ma se è in cresta basta salire, no??”), alla fine è pure più divertente. Come è stato divertente veder spuntare uno che faceva jogging alla croce arcana…proprio quando ci eravamo seduti attaccando i panini, stanchi ma orgogliosi degli immani sforzi fatti fino a quel punto…seeesshhh. La salita opzionale allo Spigolino (1825 slm) vale la fatica, anche perchè onestamente non è mostruosa ed il panorama ricompensa abbondantemente. Mi sono preoccupato un filino solo quando ho visto arrivare uno dal versante opposto con ghette, piccozza e ramponi.. poco rassicurante: la neve è fredda ed umida, a stomaco pieno fa male. Fortunatamente ne abbiamo trovata poca così il rifugio Duca degli Abruzzi ci è servito per rimpinzarci con la crostata e non per far asciugare il fondoschiena. Il lago è veramente piccolino, sarà due o trecento metri di lunghezza, pure invitante per un bagnetto se non fosse stato circondato dalla neve :) .

Il ritorno è decisamente agevole ed aulico, immerso nel sottobosco; l’unico problema è che con i sentieri si tira un po’ ad indovinare. Ce ne sono però talmente tanti che uno prima o poi lo si incrocia, poi basta andare in basso e da qualche parte si arriva.

Ecco l’immancabile raccolta di foto

e come al solito metto il gpx per chiunque trovi utile mettere il percorso sul gps. Questa volta non ho nascosto caches, dato che avevo finito la scorta di scatoline, ma prima o poi ci torno..


Scaffaiolo Track

Tre amici col risotto (per tacer degli asparagi)

Uno dei vantaggi dei vantaggi del Geocaching è conoscere parecchia gente nuova; uno dei vantaggi di conoscere gente nuova è che spesso si imparano cose nuove; uno dei vantaggi di imparare cose nuove è che spesso sono a tema gastronomico, almeno con i geocachers. Considerando anche il fatto (usare il termine vantaggio potrebbe essere discutibile…) di avere degli amici con lo stomaco di ferro (o quasi) è facile gioco organizzare serate estemporanee di cucina sperimentale; ovviamente il lato sperimentale non si riferisce a strane preparazioni di cucina d’avanguardia, quanto piuttosto al fatto che sono io a sperimentare ricette, ben note al grande pubblico, per la prima volta.

Così quando Fabriziaccio mi ha girato una ricetta del risotto con gli asparagi, appena provata, mi sono sentito in dovere di metterla in pratica tanto per vedere che succedeva. Un salto al mercato, una rapida convocazione di detti amici e via con l’esperimento. La ricetta è ovviamente banale, visto che il mio livello twit (cfr. il post su Fidonet) come cuoco non mi permette molto altro, ma nondimeno ha dato ottimi risultati per cui me la segno qui a futura memoria.

Ingredienti per 4 persone

  • 600 g di asparagi
  • 400 g di riso
  • una noce di burro, magari anche due..50/60g insomma :)
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 cipolla
  • 1 litro di brodo
  • prezzemolo tritato
  • Parmigiano Reggiano
  • vino bianco
  • sale e pepe q.b.

La ricetta prevede che gli asparagi siano bianchi, ma quel giorno il mercato di S.Ambrogio forniva solo quelli verdi, per cui me ne sono fatto una ragione…
Se trovate quelli bianchi spellateli, quelli verdi non ne dovrebbero avere necessità; tagliate via la parte dura del gambo e tagliate anche le punte. La parte in mezzo la dovete ridurre a tronchetti.
La cipolla va tritata o per lo meno affettata molto finemente: va infatti rosolata in una casseruola, ovviamente con l’olio e magari metà del burro. Aspettate che appassisca ed aggiungete i tronchetti di asparagi, non le punte però e nemmeno le code. Qualche altro minuto per fare insaporire il tutto e potete aggiungere il riso: fatelo tostare un po’ ed aggiungete un bicchiere di vino. Lasciate evaporare il vino ed infine aggiungete il brodo, un po’ alla volta, per cuocere il riso. La parte dura degli asparagi la potete mettere nel brodo, tanto per insaporirlo un po’, ovviamente evitando di farla finire nel riso mano a mano che aggiungete il brodo :). Qualche minuto prima che la cottura sia ultimata unite le punte degli asparagi e il prezzemolo, controllando il sale. A fine cottura o meglio qualche istante prima per non scuocere tutto, mantecate con il burro rimasto ed aggiungete il parmigiano.

L’esperimento ha dato i frutti sperati, per lo meno se si giudica dal fatto che dosi da quattro persone, e nemmeno troppo risicate, sono state spazzolate allegramente dai suddetti tre amici…ed io sono stato parco nei consumi. Come dicevo, ho trovato solo asparagi verdi e non bianchi: non sono sicuro dell’effetto sul gusto, ma esteticamente il risultato era decisamente gradevole. Il vino? Questa volta la scelta è caduta sul Gavi: anche qui dati empirici testimoniano a favore di una scelta corretta: diciamo che non è andato sprecato. Epilogo? Ottima serata conviviale (burp…) ed ovvia promessa di ripetere le sperimentazioni. Ed altrettanto ovvia promessa di raddoppiare la dose di jogging, il giorno dopo….