A son sfat c’men capuzz: Frase tipica del cittadino ferrarese quando si ritrovi in stato di prostrazione fisica e/o psichica. Letterale: sono disfatto come un cavolo cappuccio.
La potete facilmente sentire se vi appostate dalle parti del torrione di S.Giovanni, punto di ritrovo e ristoro del podista ferrarese DOC. Non è improbabile avvertirla attorno agli uffici comunali, dopo che il suddetto cittadino ha girato almeno 27 sportelli per avere l’ennesimo certificato. Tipico anche al mercato, soprattutto del marito che segue l’arzdora (o più comunemente ‘zdora) per ore ed ore di spesa (lo “shopping”). E’ anche una delle frasi più gettonate al termine di un’escursione CAI, la cui sezione cittadina ha la dimensione di un piccolo esercito.
Variante: A son sfatt c’men capuzz (con due t)
Rafforzativo: Maial! A son sfat c’men capuzz!!!
L’utilizzo di questa espressione è sufficientemente “polite” e non causa alzate di sopracciglio anche in ambienti mediamente schizzinosi; il rafforzativo…beh, magari meglio non usarlo in detti ambienti.

Orfano delle caches di Agrz, l’ormai collaudato gruppetto di geocachers Tosco/Ferrarese ha fatto di necessità virtù ed ha deciso di spargere un po’ di scatolette in giro per gli appennini: il sabato si parte con ampia scorta di contenitori impermeabili, matitine, zavagli da mettere nelle caches ed ovviamente panini.
Fino alla sera prima l’obiettivo era incerto, ma comunque si dava per probabile una breve escursione tra Bologna e Firenze. Invito quindi un amico non geocacher e non particolarmente allenato…”vai tranquillo, roba da un paio d’ore e per di più c’è gente appena operata di menisco, che vuoi che sia…”. Ovviamente siamo finiti sul torrente Acquacheta nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi… per una breve camminata di 7 ore abbondanti, con somma gioia di detto amico di cui potete leggere il commento (in inglese) alla giornata qui. Qualche dubbio sul fatto che si unirà ancora volentieri alla brigata è legittimo…
Già l’avvicinamento si è mostrato impegnativo: il GPS stradale ci ha fatto fare il percorso secondo lui più breve, ma sempre secondo lui sulle stradine di montagna (dato che vi è il limite dei 90) si devono fare i 90!! Non volendo fare il pilota da rally ne raccogliere troppi ciclisti sul parabrezza, siamo arrivati con un adeguato ritardo, accolti a S.Benedetto in Alpe dalla prevedibile cortina di contumelie toscane di Fabriziaccio. Quindi se venite da Ferrara, lasciate perdere il navigatore a meno che non vi dica di passare per Forli, e riempite di insolenze il produttore delle mappe.
Sul percorso ci sarebbe molto da dire, ma dato che di siti che ne parlano è piena internet, vi dico solo che si parte da piazza XXV Aprile a S. Benedetto in Alpe (anche se siamo negli appennini..mah…) seguendo il segnavia CAI 407, che si arriva spompati e che il paesaggio vale assolutamente la fatica
Il canonico album fotografico èqui
oppure
qui
Più sotto ho riportato l’usuale traccia gps che potete caricare sul vostro navigatore per avere un’indicazione di dove siamo passati; non che ve ne sia granchè bisogno dato che il sentiero è ben segnato. In generale lo si fa bene anche con bambini, vecchi e neooperati al menisco al seguito.. però è in salita ed è in montagna, non aspettatevi di non fare fatica. C’è anche qualche guado per cui magari ci si può bagnare i piedi..o peggio. Se fossi in voi farei anche molta attenzione a guadare il torrente nelle vicinanze della cascata, anzi non lo farei proprio. Portatevi dietro la roba da picnic, ci sono molti tavolini e posti adatti. Noi abbiamo incrociato un gruppetto con tanto di caffettiera al seguito: da portare su sarà stata un incubo, ma l’odore di caffè era un sogno.
Qualche nota:
Di bello da vedere c’è ovviamente la cascata, che si può ammirare quando si arriva circa a metà percorso; anche il Sommo Poeta la cita nella divina commedia:
Come quel fiume c’ha proprio cammino
prima del Monte Viso ‘nver levante,
da la sinistra costa d’Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così giù d’una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell’acqua tinta,
si che ‘n poc’ora avría l’orecchia offesa.
(Inferno, Canto XVI, 94/105)
Poco oltre trovate una cascata più piccola ma particolarmente bella per il colore verde smeraldo del bacino e molto invitante soprattutto se la giornata è calda; non cascateci perchè le cascate hanno la brutta abitudine di buttare giù sassi oltre all’acqua.
Dopo aver speso un’altro po’ di calorie in salita arrivate alla piana dei Romiti con le rovine dell’Eremo dove per parecchi secoli i Romiti si sono ritirati a Romitare. Sicuramente i vicini di casa non rompevano le scatole, ma fare la spesa doveva essere un incubo.
A questo punto ci si può fermare per un meritato pic nic, per cui portatevi su tutto il necessario: il posto è ideale per rilassarsi e prepararsi per il ritorno. Se però guardate la traccia gpx, vedrete che abbiamo deciso di proseguire per nascondere qualche altra cache. Se volete proseguire anche voi, occhio che il dislivello da superare è notevole. Strada facendo trovate ancora qualche rudere ed una lapide a ricordo delle vicende di un tal Agostino e famiglia in fuga dai soldati tedeschi, a loro volta inseguiti dagli alleati.
La salita fino al Monte Lavane è faticosa anche se non particolarmente dura…e noi abbiamo alzato bandiera bianca un po’ prima di arrivarvi. Il panorama sul Falterona e sul Monte Falco era comunque eccezionale. La decisione di rientrare ci è stata ispirata da alcune considerazioni filosofiche: eravamo stanchini (sfatt com un capuzz direbbero a Ferrara), grosse, nere e minacciose nubi si stavano addensando e soprattutto i5fzi rischiava di rimanere senza donna se non si presentava in orario alla cena in pizzeria (come gli è stato ricordato da una telefonata ricevuta giusto nel punto più alto del percorso). Come immaginerete, la discesa è stata rapida e soprattutto condita con imprecazioni di accento tipicamente toscano…
Traccia del giro:

Traccia Acquacheta