Nebbia GC1A84R

La bella stagione riprende e ricominciano anche le spedizioni di caccia alle caches “fuoriporta”; ne abbiamo scelta una di agrz, ormai un classico dei weekends. Questa volta è toccato a Nebbia - GC1A84R, con un’escursione che riporto qui per due motivi: è un’ottima scampagnata anche senza voler a tutti i costi farsi menare per il naso alla ricerca di un’improbabile scatoletta ed il plugin di google maps è troppo bello per non usarlo :). Non potendo banalmente piazzare la traccia senza alcun commento, vi beccate la descrizione del giro. Il percorso è dalle parti del monte Cimo (LU) e si snoda in parte lungo il Coccia di Vico.

dscn1076.jpg

Qualche altra foto èqui

Si parte dal paese di Vico Pancellorum, dal sentiero segnato 8/8b (caricate la traccia gpx che trovate sotto se volete ripercorrere i nostri passi, a vostro rischio e pericolo..). La compagnia è ormai quella collaudata con l’aggiunta di un geocacher fiorentino ed un “osservatore esterno”. Subito i5fzi ci consegna generi di conforto: un’altra robusta dose di ovetti pasquali di cioccolato, dopo l’ancora maggior razione che ci ha rifilato la settimana scorsa.. mi sa che ne ha trovato un giacimento da qualche parte. Subito dopo perde i guanti, tanto per rendere più movimentata l’escursione. La prima parte della durata di circa un’oretta ci vede zompettare lungo il letto del torrente; per meglio dire gli altri zompettavano sui guadi mentre io, ben consapevole del mio senso dell’equilibrio da tappeto persiano, non ci pensavo troppo prima di piazzare i piedi a mollo per attraversare. Rustico e poco elegante, ma efficace. Ho anche l’occasione di esibirmi in una complessa “gassa d’amante”, sul cui scopo meglio tacere per non essere espulso dal CAI. Vicissitudini da montanaro di palude quale sono a parte, il tratto è particolarmente piacevole e non impegnativo anche se i guadi vanno fatti con attenzione. Dopo circa un’oretta lasciamo il torrente ed arriviamo alla grotta dei porci; qualche idea sull’etimologia del nome l’avrei anche ma lasciamo perdere… tanto per riprendere fiato facciamo un rapido soprallugo solo per sorprendere un pipistrello che se la ronfava della grossa, almeno a giudicare da come si comportava: immaginate che nel cuore della notte un branco di gorilla chiassosi vi punti addosso delle torce elettriche a tutta potenza e ne avrete un buon esempio. Fortuna che non aveva niente a portata di mano da tirarci addosso.

Una persona sana di mente si sarebbe dichiarata soddisfatta a questo punto e se ne sarebbe tornata indietro, magari dopo un buon panino. Ovviamente noi invece ripartiamo per gli ultimi 300 metri (di dislivello) che ci separano dalla cache: li facciamo a naso seguendo la freccia rossa del gps, dato che il sentiero latita. La salita si dimostra abbastanza durotta, almeno a giudicare dagli improperi di i5fzi e dallo sbuffare di leo99; io ero messo ancora peggio e mi sono seduto panino in mano a meditare su cosa mi avesse portato da quelle parti. Gli ovetti si sono dimostrati comunque fondamentali per superare questo momento di prostrazione… Da qui si riparte in ordine sparso ed alla fine arriviamo a coppie al cache, penso percorrendo tutte le possibili vie di salita, con il comico effetto che chi era già in cima poteva apprezzare i progressi degli altri semplicemente ascoltando da che parte venivano le contumelie. Il panorama dal nascondiglio è comunque eccezionale: ancora grazie ad agrz per averci portato da quelle parti..

Dopo la firma di rito del logbook e l’altrettanto rituale assalto al panino (quando qualcuno perde le chiavi dell’auto, che ritrova dopo alcuni istanti di terrore puro soprattutto per chi era in macchina con lui) torniamo sui nostri passi: tra ruzzoloni, crampi e scivoloni in qualche modo ce la facciamo; l’unico fatto rilevante, oltre al ritrovamento dei guanti, è che nessuno finisce nel torrente nonostante la stanchezza, con grosso scorno di chi era già pronto con la telecamera per filmare l’ammaraggio..unico danno rilevante: la macchina fotografica di i5fzi, irrimediabilmente danneggiata nell’adempimento del dovere: un doloroso tributo alla passione per le caches!

Il percorso è stato uno dei più faticosi che mi siano capitati alla ricerca di caches, anche se non particolarmente difficile (a parte il rischio di finire con il sedere a mollo nel torrente). Se foste interessati a rifare il giro, ci abbiamo messo circa 5 ore e mezzo, tutto compreso: soste, panini e ricerca cache. Ci si può anche fermare alla grotta, ma si perde la cache (vabbè, interessa solo i geocachers) e soprattutto il panorama. La seccatura vera è arrivarci da Ferrara: praticamente metà della giornata è passata in auto…


Percorso Vico Pancellorum - Cache Nebbia

Il waypoint è la grotta.