Bellezza

Il concetto di bellezza per me è sempre stato difficile non solo da definire ma soprattutto da capire, in particolar modo perché di solito quello che “piace” agli altri a me lascia spesso indifferente e viceversa. Anche leggendo pareri ben più colti del mio non sono arrivato granché in là, l’unico suggerimento convincente è che “il bello è quella cosa che crea piacevoli senzazioni”: sufficientemente generico per essere inoffensivo, ma scarsamente illuminante. Alla fine ho rinunciato a capirci qualcosa ed a ragionarci sopra (e mi sarebbe stato utile venirne a capo, almeno le mie foto ne avrebbero guadagnato :) ) . Non sarò riuscito a capire perchè una cosa mi piaccia o meno, ma mi è chiaro ciò che la rende veramente speciale: se trovo un aspetto di misterioso od incomprensibile sono fregato. Di fronte a questo avverto quella strana sensazione di soggezione che mi fa infallibilmente capire di essere davanti a qualcosa di fuori dal comune. Un esempio? Beh, a parte l’insostenibile effetto che mi fanno certe tonalità di azzurro visibili negli occhi di certe ragazze ovviamente irraggiungibili (ahem), l’esempio migliore è secondo me questo:

e^{i pi}+1=0

E’ la famosa Identità di Eulero : una formula tutto sommato abbastanza innocua, i matematici possono creare cose ben peggiori, ma che mi affascina incredibilmente. E lo fa per diversi motivi: con le grandezze e le relazioni che contiene rappresenta un bellissimo “thumbnail” (tempo fa si sarebbe detto un “Bignami”) matematico. Dentro ci si trovano infatti e, i e pi, numeri alla base dell’analisi, dei numeri complessi e della trigonometria; in più ci sono l’addizione, la moltiplicazione l’elevazione a potenza ed i relativi elementi neutri 0 ed 1. E tutto intrecciato in una manciata di simboli. Naturalmente su WikiPedia trovate tutti i dettagli precisi. Ne sono particolarmente colpito perchè che pur potendola più o meno interpetare a livello base (il più o meno dipende da quanto mi ricordo degli esami di analisi .. ), non riesco a togliermi l’impressione che una formula così semplice nasconda per forza qualche significato recondito e sconosciuto (Sconosciuto a me, ovviamente!!), una sorta di messaggio su un mondo ancora da scoprire. Fa un po’ l’effetto di guardare il cielo stellato e percepire che dietro quelle luci abbastanza banali ci sia qualcosa di incredibile.

Se a questo punto non mi giudicate pronto per la neuro, un consiglio per una lettura che troverete sicuramente affascinante: “L’Enigma dei numeri primi” di Marcus du Sautoy. Leggendolo vi ho scoperto innumerevoli motivi di meraviglia e soggezione (senza che vi fosse la più piccola foto di occhi azzurri!). Se quanto letto sopra non vi ha atterrito, magari potrebbe fare lo stesso effetto anche a voi. Ogni tanto trovare qualcosa di bello fa bene.

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