Papere Erranti

A volte la realtà offre situazioni così particolari, così strane che sembrano create apposta per farmi dubitare che a reggere il mondo sia una combinazione di caso, leggi scientifiche e brutto carattere cosmico.

Immaginate una flottiglia di papere di plastica, di quelle paperette che nei film tutti mettono nella vasca per fare il bagno. Immaginatene tante, tantissime, un’orda. Ed immaginatele mentre in gruppo solcano gli oceani, sfidando intemperie, tempeste e le insidie dei mari. Perdono il colore a causa della vita tra i flutti, rimangono a lungo imprigionate nei ghiacci artici ma dopo anni ed anni sono ancora a galla, vagando tra le onde e visitando occasionalmente coste e spiagge dove qualcuna rimane arenata ed abbandona il gruppo, tra la meraviglia e la perplessità degli indigeni.

Non so a voi, ma a me questa storia affascina… sembra un’invenzione da libro per bambini o da racconto fantasy, di quelli che cercano di convincerti che c’è qualche piega nascosta dell’universo che si è salvata dalla razionalità assoluta. Invece è tutto vero, come si può verificare su questa pagina di Wikipedia.

Come si conviene ad un’enciclopedia la storia è riportata in termini freddi e scientifici ma conserva il suo fascino da favola di altri tempi. Per chi fosse troppo pigro per leggere l’articolo in inglese su Wikipedia, la sintesi è che le paperette, prodotte in Cina, nel 1992 fanno naufragio quando una tempesta scaglia in mare il container dove sono stipate. Circa 30.000 tra papere, tartarughe e rane si salvano ed iniziano a vagare in balia delle correnti marine. A tutt’oggi migliaia di queste papere sono ancora in giro tra le onde.

L’enciclopedia racconta anche che il massimo esperto di questa storia è un oceanografo che usa i plastici pennuti per studiare le correnti marine e che i giocattoli sono ormai preziosi oggetti da collezionismo. L’arida descrizione scientifica però questa volta non è riuscita a rovinarmi il fascino esercitato dalla vicenda, anche se non riesco a capire il perché. In fondo solo solo dei pezzi di plastica scolorita…o no?

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1 comment so far ↓

#1 Sergio on 10.07.07 at 02:29

Ciao, ero su flickr a ca%%eggiare cercando con il nuovo sistemino “geo” qualcosa relativo a Copparo dove sono nato, e dove da diversi anni manco (vivo a Trieste). Sono quindi incappato nella tua Dawn che mi ha colpito davvero, non so quanto oggettivamente…sarà quella pianura o quella luna fosca…insomma…ho pensato di scriverti per proporti di guardare questo sito di cui ti mando il link. E’ un magazine online di arte e fotografia che da qualche mese curo con altri amici con buoni risultati e grosso divertimento. Oltre alla rete stiamo approdando felicemente alle esposizioni concrete. Se ti interessa, sarei felice di poter proporre il tuo materiale per una delle prossime uscite mensili.
Ma poi, perchè te lo scrivo qua dalle paperette? Perchè stà storia mi ha strapucciato il cervello XD… è bellissima!!!!
Anyway, buon tutto
Sergio

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