Crediateci o meno, è esistito un tempo in cui internet era sconosciuta. O meglio, esisteva, ma nessuno o quasi lo sapeva o vi poteva arrivare. Inutile fare quelle facce sorprese, capitava alla fine del secolo scorso…addirittura dopo lo sbarco sulla luna, di gran lunga. Io stesso sono coevo di Arpanet, la progenitrice di Internet, e non ho ancora i capelli bianchi (forse uno o due). E per quanto possa sembrare strano la gente campava benissimo anche senza email, www, popup e blogs. Diciamo che c’erano altri modi per passare il tempo. Arrivato all’università scoprii che si sapeva dell’esistenza di internet, ma solo per sentito dire. Scrivere una mail, per noi poco più che matricole, significava infatti intrufolarsi nel mitico CED del Matematico (inganno, corruzione e travestimenti erano ammessi) solo per trovarsi di fronte agli inquietanti fosfori ambra di un terminale 3270 del VM-CMS. La tastiera produceva un clicchettio rilevabile dai sismografi più vicini e già dopo aver digitato l’indirizzo del destinatario le dita erano doloranti. A quei tempi non ero ancora riuscito in tale intrufolamento, era quindi giocoforza trovare un altro metodo per scambiarsi messaggi e facezie telematiche. Intendiamoci, non è che allora internet fosse tutto questo sfoggio di jpeg, css, ajax, IM ed avatar vari: email, ftp, archie, gopher ed andare… Ricordo con emozione il primo ftp al nic.switch.ch: il pensiero di far muovere un HD così distante era sconvolgente. Mosaic stava giusto arrivando, ed una volta arrivato andava una volta su 3, ammesso e non concesso di trovare un terminale grafico (grafica?? what??)
La soluzione fu FidoNet. Tralascio le descrizioni di tale rete, cosa di cui internet è ora piena. (Anche se molti links sono desolatamente “broken”, ahimé). Dico solo che tutto viaggiava via telefono, un messaggio matrix (l’equivalente della e-mail) impiegava almeno un giorno per arrivare a destinazione (in Italia, uscire era impresa degna di Livingstone) e tutto si reggeva su computer gestiti da appassionati, la maggior parte dei quali squattrinati. Alcuni PC erano piazzati nelle camere dei suddetti squattrinati e l’abitudine a sentire il computer connettersi era tale che i migliori sysop potevano indovinare la velocità di connessione dal fischio dal modem. I virtuosi arrivavano ad ingannare il modem ed ottenevano il CONNECT fischiando nella cornetta. Naturalmente si poteva silenziare il tutto (ATM0 se ben ricordo) ma vuoi mettere?!?
Non si era nessuno se non si sapevano a memoria le sequenze Hayes o i parametri del FOSSIL. Il bello era organizzare le collette per pagare le telefonate interurbane effettuate tutte le notti dalla BBS per scambiare la posta. Testimoni oculari raccontano di studenti che riscuotevano la quota da docenti, sotto lo sguardo perplesso dell’intera sala studio, incapace di capire come mai fosse il profe a “bustarellare” lo studente e non viceversa. Si narrava di mitici gateways echomail(Fido)<->newsgroups(internet), ma era come parlare di wormholes nascosti in qualche piega dell’universo conosciuto.
L’ambiente era però estremamente “attivo” ed alcuni dei più noti Fidonettari ora imperversano su internet, dove sono caduti vittime di Linux e del Free Software. A costo di sembrare un dinosauro, ricordo con piacere e forse nostalgia tali tempi (cavolo, non troppo, non c’era ancora Linux!!!). Si passavano lunghe sere all’Arci Computer Club di Bologna a debuggare la BBS, a cercare di far connettere a modino l’HST ed altre cose di questo tipo. Molto geek, ante litteram (per la mia zona, se non altro).
Così, in una giornata di intensa saudade, sono sceso nelle cantine del mio HD per recuperare un po’ di .txt del periodo, sempre capaci di commuovermi. La sensazione è la stessa che persone più normali provano guardando le foto di 20 anni prima.
Lascio immaginare la mia disperazione quando la ricerca si è dimostrata vana, nemmeno un bit rimasto… nemmeno smuovendo tutte la polvere e le ragnatele informatiche accumulatesi in anni di backup, salvataggi e traslochi di hard disks. La disperazione ha lasciato il posto ad un panico agghiacciante quando nemmeno Google si è mostrato in grado di aiutarmi. Sembra incredibile eppure è vero. La giornata è stata salvata in extremis dal mitico md, che mi ha fornito la traccia per recuperare l’agognato .zip
Per non perdere di nuovo il prezioso frammento di vita vissuta, ho deciso di piazzarlo sul blog. In realtà la chiaccherata fin qui è stata fatta al solo scopo di inserire in modo degno il testo in questo post; piazzarlo così, solo e scondito come un gambo di sedano non mi sembrava bello. Ovviamente ha significato solo per me e per alcuni altri residuati telematici, ma lo avevo detto che questo blog è fatto per chi lo scrive e non per chi lo legge, no?
Tra l’altro non ho la più pallida idea di come contattare l’autore od anche solo individuare la licenza, per cui lo metto qui come era messo su Fidonet ai tempi, senza troppi problemi. Chi aveva un modem e trovava la bbs giusta, se lo poteva scaricare. W zmodem! Non so nemmeno a che anno risalga, ma direi attorno al 1990, anno più anno meno. Se qualcuno conosce la data esatta, mi avvisi…
La rete Fidonet, un Geographical Network a topologia feudale
di Pietropaolo Bianchi
- L’Imperatore del Sacro Telematico Impero:
- Giorgio LR I, Duca di Potenza, cavaliere dell’Etere, detto Il Precursore, detto il Coordinatore. Colui che primo seppe vedere al di là del fenomeno, fondò e fu acclamato. Il suo prestigio trascende la Potenza, la sua parola è Verbo, le sue decisioni sono Legge.
- I vassalli dell’Imperatore:
- i Sysop delle province gotiche e bizantine, Signori di Milano, Conti del Triveneto, Duchi di Parma, Marchesi di Ivrea, margravi delle marche di frontiera affacciate sul mare o sepolte sui monti ai confini dell’impero. Facoltosi o strapelati, giovani impetuosi o vecchi saggi, riottosi o leali, amministrano la giustizia, battono zecca, per nulla al mondo rinunciano allo jus primae noctis e si riuniscono annualmente nel campo di maggio, celebrata osteria fuoriporta sede di pantagrueliche cene e bevute.
- I valvassori:
- i co-Sysop dei BBS, ai quali i vassalli delegano gli atti di ordinaria amministrazione del vivere quotidiano. Fra di essi si annoverano alcuni dei più valorosi programmatori dell’impero, altri sono astutissime faine, taluno come il vescovo di Ratisbona pratica ahimè il commercio delle indulgenze. Luci ed ombre, eroismi supremi e perfide trame.
- I valvassini:
- gli utenti privilegiati dei BBS. Squattrinati, spiantati, figli cadetti di nobili casate, capitan Fracassa e il Guerin Meschino, erranti o stanziali, appassionati all’idea, leali sostenitori dei sysop che li hanno investiti, raccolgono le decime e danno sonore lezioni ai popolani con grilli per il capo.
- I borghesi:
- gente a parte, abitano le città, frequentano assiduamente l’area mercatino in cui propongono vantaggiosi ancorchè vili baratti.
- Servi della gleba:
- utenti Normal e Disgrace. Grama è la loro giornata, dolente la tastiera, basso il privilegio e limitato il tempo. Timeout a metà download, vessati dai briganti, sale della terra, forza lavoro alienata e massificata: “un volgo disperso che nome non ha”.
- Feccia:
- saltimbanchi, prostitute, borsaioli, briganti da strada, lebbrosi, appestati, ciarlatani, spacciatori di reliquie false, barattieri di password, pirati di software del public domain (il massimo dei minimi), untori di Virus, lumpenproletariat, utenti Twit e cancellati.
- Menestrello di corte:
- il Kazuma, già nobile cavaliere, poi ridottosi al vino e alla ghironda dopo l’amore impossibile con la principessa Hackerina, una storia strappalacrime (“rondinella Hackerina affacciata in sul verone, a chi mandi poverina la tua languida canzone ?”). Ubiquitario, sa tutto, vede tutto, scrive tutto (“De Bachechorum Historia Tomi LXVI”).
- Mago Merlino:
- quel figlio di buona donna che ha inventato il virus. Se lo bekko !!!!!!









2 comments ↓
ehhh?
Vecchi Sysop non muoiono mai!
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