Anche quest’anno Ferrara è stata invasa dagli ormai familiari Buskers e dalle loro centinaia di migliaia di spettatori, ovviamente in occasione del Buskers Festival. Per una città tutto sommato tranquillotta e placida come Ferrara, avere strade e piazze piene di questi ..ehm.. pittoreschi personaggi è sempre un avvenimento che non manca di scatenare entusiasmi, curiosità, polemiche, festeggiamenti e incazzature varie. Da buon ferrarese anche a me piace fare un giretto in mezzo alla festa, ma negli ultimi anni ci sono riuscito solo nel weekend. Il che significa vedere appena qualche scampolo di Busker in mezzo a muraglie impenentrabili di persone, fitte come asparagi. Appropinquarsi al suonatore in queste condizioni richiede lunga esperienza, movenze da anguilla, faccia tosta ed una dose di pazienza da far invidia ad un pescatore di gobbe (carpe, Cyprinus Carpio [N.d.T]). Così, tanto per vedere se oltre a quella parete di gente c’è veramente qualcuno che strimpella, quest’anno mi sono presentato in centro in un anonimo giorno infrasettimanale. L’operazione è riuscita (complice anche una giornata non esattamente di sole): ieri pomeriggio si gironzolava senza problemi per tutto il centro. Ho potuto così ascoltare un gruppo di percussionisti molto indigeni (almeno a giudicare dall’eloquio); sedermi e guardare con calma una ballerina di tango, farmi prendere in giro da un comico in piazza Savonarola; nonché ascoltare molto preso un duo tedesco/cileno e osservare una cantante probabilmente un po’ depressa per lo scarso pubblico..scarsità direi dovuta più alla pioggia che alle capacità dell’inteprete. Almeno, a me non sembrava male, anche se temo che il mio giudizio sia più attendibile sugli occhi della suddetta (9+) che sulle doti artistiche. Da buon stonato e deprivato del senso del ritmo, l’unica cosa che la decenza mi consente di suonare è l’ipod, figuriamoci il giudicare le altrui performances. E questo è solo un piccolo esempio dei gruppi, cantanti, ballerini e comici incontrati tra Castello e Duomo.
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Ad ogni modo la cosa più divertente in assoluto è stata fotografare a destra e manca, vero scopo della giornata: appagare la passione fotografica da troppo tempo trascurata. Preso dall’entusiasmo ho anche deciso di tradire la mia predilezione per i tele e seguendo il consiglio di 18k (nonchè facendo violenza sulla mia natura schiva e ritrosa (!) ) ho utilizzato un obbiettivo decisamente corto. Questa scelta mi ha costretto più di una volta a scattare praticamente da in braccio al malcapitato artista..o se non proprio da in braccio, da distanza decisamente troppo breve per i mei gusti. I risultati li vedete in questa raccolta: purtroppo, la scarsa dimestichezza con il perfido grandangolo e con la foto “da strada” ha prodotto risultati decisamente ..ehm..subottimali. Ma chissene!! il divertimento è stato nel farle, mica nel guardarle dopo!
Infine un paio di consigli per chi volesse venire a Ferrara per i Buskers: evitate i weekend se non volete trovarvi in un formicaio inverecondo; portatevi un po’ di spiccioli: gli artisti non vengono pagati, e fare “cappello” è comunque parte dello show; procuratevi un programma, molto utile per capire se chi guardate è un famoso busker argentino od un meno famoso gruppo del bondenese. A mi diverte di più farne a meno e girare affidandomi al caso, ma in effetti può essere comodo. Se decidete di fare uno spuntino, io eviterei la Salamina (sempre che la troviate): siamo in estate, dovete camminare parecchio e rischiate di dare spettacolo anche voi.. E mi raccomando: quando l’artista lo chiede, partecipate od almeno fate un po’ di casino: è molto più divertente!

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